Film su Damanhur: La scelta di rimanere – Adesso su Prime Video Italia

Questa è la storia di un film nato dall’incontro profondo tra un artista e Damanhur.
Il documentario The Choice of Staying è stato realizzato dal giovane regista italiano Mattia Mura Vannuzzi, che nel corso di tre anni è tornato a Damanhur in diversi momenti per raccontare la storia di Celastrina Callea, una giovane damanhuriana e la sua scelta consapevole di restare.

Come condivide anche Mattia in questa intervista, il film è uno specchio perfetto: uno spazio simbolico in cui chi guarda può riflettersi, ritrovarsi, interrogarsi sulla propria posizione nei confronti di grandi temi universali come la libertà, la scelta, la dedizione e il coraggio.

Siamo immensamente grati a Mattia per il rispetto e la profondità con cui ha saputo raccontare la nostra comunità. È stato particolarmente bello collaborare con un artista che è tornato e ritornato a Damanhur nel corso degli anni, scegliendo un approccio lento e immersivo. In un’epoca spesso dominata da contenuti effimeri e virali, Mattia ha scelto invece di prendersi il tempo per ascoltare, comprendere e restituire la complessità, senza cercare scorciatoie.

Siamo lieti di annunciare che il film uscirà il 25 maggio su Prime Video Italia: un’opportunità speciale per vedere Damanhur con occhi nuovi e trarne ispirazione.

Vi invitiamo tutti a guardarlo e a scriverci nei commenti qui sotto le vostre impressioni: ci farà piacere leggerle tutte.

E qui sotto non perdetevi l’intervista a Mattia, in cui racconta di più sul percorso creativo dietro al film.

Come è nato il tuo interesse per Damanhur?

Qualche anno fa, quasi per caso, ho ricevuto un “richiamo” da Damanhur. Un articolo letto per caso, un incontro con un amico piemontese che conosceva la comunità, e un insieme di temi a cui ero profondamente interessato: spiritualità, misticismo, il concetto di limite e confine, micronazioni e l’immagine di un luogo sacro nascosto nelle Alpi. Damanhur ha raccolto tutto questo in un unico spazio, così ho deciso di raccontarlo.

Cosa ti ha colpito di Celastrina e della sua scelta di restare?

Celastrina incarna un atto di fiducia e dedizione unici. Come persona in continuo movimento, sono stato affascinato dal suo radicamento e dal suo impegno verso questa esperienza che ha scelto di vivere pienamente. La sua storia è un gesto potente di appartenenza e ricerca interiore.

Come hai raccontato Damanhur rispettando la sua complessità?

Ho evitato ogni giudizio o semplificazione. Per bilanciare le prospettive, ho coinvolto una collega con una visione più razionale e distante dalla spiritualità. Le interviste approfondite e il tempo trascorso con i membri della comunità mi hanno permesso di mostrare Damanhur nella sua molteplicità, lasciando parlare le persone e le loro storie.

In che modo il documentario parla anche allo spettatore?

Durante il montaggio, ho cercato di svuotare il film del mio sguardo personale per lasciare spazio a chi guarda, affinché possa trovare il proprio riflesso nelle immagini e nelle storie. The Choice of Staying è un viaggio dentro la comunità, ma anche un invito a esplorare la propria relazione con libertà e appartenenza.

Qual è stata la tua esperienza più significativa a Damanhur?

Entrare a Damanhur è stato come varcare una soglia verso un’altra realtà, fatta di arte, spiritualità e vita quotidiana intrecciate. Ho imparato quanto le scelte collettive e il senso di comunità possano plasmare l’ambiente e le relazioni umane, offrendoci un esempio di come costruire una realtà alternativa insieme.

Cosa speri che il pubblico porti con sé dopo aver visto il film?

Mi auguro che il documentario sia una porta aperta, senza risposte precostituite, ma con la volontà di stimolare la riflessione personale. The Choice of Staying nasce dal rispetto e dalla curiosità per Damanhur e vuole essere un invito a scoprire, ascoltare e sentire, ognuno nel proprio modo.

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